12-06-2014
DEADWOOD
"Sheolic"
(Cold Spring)
Time: (46:17)
Rating : 6.5
Terzo lavoro di lunga durata per il monicker svedese Deadwood, ancora una volta sotto l'ala protettrice della Cold Spring. Sette tracce che ripercorrono il tipico black-industrial style, coniato a partire dagli storici Mz. 412, in una formula di poco variata seguendo le orme di progetti simili come Brighter Death Now. Se il buio rimane il protagonista assoluto, alcune variazioni emergono in relazione all'assemblaggio delle parti e dei suoni. In passato apparivano infatti riconoscibili strumenti e marchingegni elettronici così come momenti di marcata aggressività, mentre col nuovo "Sheolic" si arriva semplicemente alla sublimazione del nero, con conseguente uniformità sonora e strutturale del disco. Tutto converge in una massa nebulosa e torbida, vero fulcro di un album capace di fagocitare ogni suoni e rumore per farlo diventare parte integrante della massa oscura. All'interno della nube emerge unicamente la circolarità pneumatica di "Compound 4080", pulsante inno malefico che si staglia sul resto dei brani grazie al suo cupo loop. I riferimenti testuali, a partire dal titolo di probabile derivazione ebraica, guardano dritti alla morte, intesa come realtà altra segnata da fattezze oltremodo negative. La carica sonora, entro cui vengono assorbiti anche i reconditi vagiti vocali, diventa un'eco dal mondo dall'aldilà, riverbero continuo e rutilante diviso in sette passaggi ma di fatto reiterato per tre quarti d'ora. Disco monolitico che insiste su frequenze basse: da apprezzare all'interno di una scena di nicchia, forse più ostico se paragonato ai titoli precedenti ("Ramblack" in particolare), esente sia dai riferimenti black metal che dalle sferragliate noise. Fieramente proiettato verso una fine dai chiari tratti negativi. Non c'è più posto per autocelebrazioni e citazioni, rimane solo la voglia scarna e secca di descrivere coi suoni un quanto mai realistico mondo dei morti.
Michele Viali
https://myspace.com/deadwood666