08-03-2015
MANINKARI
"Continuum Sonore Part 7<14"
(Zoharum)
Time: (55:08)
Rating : 7
A dispetto di una notorietà limitata, il duo francese Maninkari ha alle spalle una lunga carriera iniziata nel 2007 e costellata da diverse produzioni edite da importanti etichette del settore. Questo nuovo capitolo fa il paio con l'album "Continuum Sonore" del 2012 uscito per i tipi della Basses Frequences, riprendendone l'imprinting di fondo. Di fatto lo stile di Frédéric e Olivier Charlot non è ben definibile: si tratta di un melange tonale sviluppato usando synth e strumenti ricercati (viola, bodhran, cimbalom, santoor e percussioni varie), scelta che traspone l'elettronica in un mondo lontano in cui viene evidenziato lo scarto sia temporale che spaziale venato da leggere sfumature etniche. Le similitudini maggiori emergono con progetti cardine come Voice Of Eye o Troum, con cui i Nostri dividono a tratti la capacità di sviluppare grandi arazzi sonori in parte legati alla scena ambient. Gli otto brani sono accomunati da un principio di ossessiva oscurità, con le partiture acustiche semi-improvvisate che rispettano giri circolari ("Part 7") assumendo in taluni frangenti fattezze neoclassiche e sinfoniche ("Part 13"). I drones densi si muovono impercettibili lasciando dietro di loro una scia di latente insistenza ("Part 8"), di rado battuta da lievi percussioni pulsanti ("Part 11"), o assumendo le forme di una coralità inquietante e definitiva ("Part 12"). Alcune sfumature retrò e minimi frammenti tonali chiudono il cerchio di un album ampio sul piano compositivo e fortemente ipnotico. Sottile e per questo non adatto ai palati di grana grossa, "Continuum Sonore Part 7<14" appare come una colonna sonora per sogni, ricordi e viaggi immaginari in luoghi sconosciuti. Artwork giustamente impalpabile e confezione in digisleeve essenziale a sei-pannelli. Disco da scoprire e progetto ancora tutto da valorizzare.
Michele Viali